Come viene tassato Bitcoin in Germania, e cosa cambia se sparisce il periodo di detenzione (Haltefrist)? Sono domande che ci fanno di continuo in questo periodo, gli amici e la gente su X. Dall’estate se ne occupa anche il Bundestag. Anche noi, Tobi e Henry, mettiamo da parte i nostri risparmi in Bitcoin, quindi abbiamo raccolto tutto: le regole in vigore oggi, i nuovi obblighi di comunicazione, cosa c’è nella bozza del Ministero delle Finanze tedesco e cosa significherebbe per te. Per chi ci legge dall’estero: qui parliamo solo del diritto tributario tedesco.

Prima di tutto: non siamo consulenti fiscali, e questa non è una consulenza fiscale o legale, ma una panoramica fatta con cura. Per il tuo caso specifico parla con un consulente fiscale, meglio ancora se conosce bene Bitcoin.

La situazione attuale (20 ottobre 2026)

  • Vale il diritto attuale. In Germania i guadagni su Bitcoin sono esenti da imposta se li hai tenuti per più di un anno.
  • La bozza del Ministero delle Finanze c’è. Dal 30 settembre 2026 esiste la bozza ministeriale (Referentenentwurf) di una «legge di riforma della tassazione di determinate cripto-attività nel patrimonio privato» (Gesetz zur Reform der Besteuerung bestimmter Kryptowerte im Privatvermögen). L’obiettivo è abolire il periodo di detenzione per gli acquisti a partire dal 2027.
  • Il Consiglio dei ministri non ha ancora deciso. L’esame era previsto per il 14 ottobre, ma nell’elenco dei risultati della seduta la bozza non compare. Secondo il ministero è ancora in corso il coordinamento tra i ministeri. Una nuova data non è nota.
  • La proposta dei Verdi è stata respinta. L’8 ottobre il Bundestag l’ha respinta con 132 voti a favore e 445 contrari. Non è un cessato allarme, perché la bozza del ministero ha lo stesso obiettivo.
  • La petizione per mantenerlo è stata discussa. 44.439 persone hanno firmato la petizione 201716, e il 12 ottobre la Commissione per le petizioni (Petitionsausschuss) l’ha discussa in seduta pubblica. La sua raccomandazione non è ancora arrivata.

Dopo il Consiglio dei ministri dovrebbero ancora dare il via libera Bundestag e Bundesrat. Non è chiaro se la data di riferimento prevista, il 31 dicembre 2026, potrà essere rispettata. Aggiorneremo questo articolo appena ci saranno novità.

Come viene tassato oggi Bitcoin in Germania

Per il fisco tedesco Bitcoin è un «altro bene economico» (anderes Wirtschaftsgut) ai sensi del § 23 EStG, esattamente come l’oro o l’arte e a differenza delle azioni. La Corte federale delle finanze (Bundesfinanzhof) lo ha confermato nel 2023. Ne derivano queste regole:

  • Comprare e tenere non è un evento fiscale. Finché non vendi, dal punto di vista fiscale non succede nulla, per quanto salga il prezzo.
  • Vendere dopo più di 12 mesi è esente da imposta. Questo è il periodo di detenzione, e vale qualunque sia l’importo del guadagno.
  • Vendere entro 12 mesi è un’operazione di vendita privata (privates Veräußerungsgeschäft). Il guadagno viene tassato con la tua aliquota personale dell’imposta sul reddito. Si applica una soglia di esenzione (Freigrenze) di 1.000 € all’anno, ed è appunto una soglia, non una franchigia (Freibetrag): restano esenti i guadagni sotto i 1.000 €. Se i tuoi guadagni da vendite private arrivano a 1.000 € o più, è tassabile l’intero importo.
  • Anche pagare e scambiare contano come vendita. Se paghi una felpa in Bitcoin o scambi Bitcoin con un’altra criptovaluta, per il fisco stai vendendo. Entro l’anno questo può essere tassabile.
  • Ordine di vendita: nelle vendite parziali di regola si applica il FiFo (First in, First out), cioè si considerano venduti per primi i coin più vecchi. Puoi fare il conto separatamente per ogni wallet.
  • Le perdite da vendite entro l’anno puoi compensarle con i guadagni da altre vendite private, anche riportandole all’anno precedente o agli anni successivi.
  • Staking e lending: i proventi sono «altri redditi» (sonstige Einkünfte) con una soglia di esenzione di 256 € all’anno. Il periodo di detenzione di dieci anni per questi coin, di cui si era discusso in passato, è archiviato: resta un anno.

I dettagli sono nella circolare del Ministero delle Finanze sul trattamento delle cripto-attività ai fini delle imposte sui redditi (BMF-Schreiben), aggiornata l’ultima volta a marzo 2025, con obblighi più estesi di documentazione e di collaborazione.

Dal 2026 i dati degli exchange vengono raccolti

Indipendentemente dal periodo di detenzione, dal 1° gennaio 2026 vale la direttiva UE DAC8, recepita in Germania con la legge sulla trasparenza fiscale delle cripto-attività (Kryptowerte-Steuertransparenzgesetz). Segue lo standard OCSE CARF. Da allora gli exchange di cripto-attività e gli altri fornitori registrano le transazioni dei loro clienti e le comunicano alle autorità fiscali, e i dati vengono scambiati anche tra Stati. La prima comunicazione, quella per il 2026, va fatta entro il 31 luglio 2027.

D’ora in poi, quindi, l’ufficio delle imposte (Finanzamt) vedrà quello che compri e vendi sugli exchange. Se in passato non hai dichiarato guadagni realizzati entro l’anno, conviene chiarire la cosa con un consulente fiscale. L’esenzione dopo un anno non cambia per via dell’obbligo di comunicazione.

Cosa c’è nella bozza del ministero

La bozza è un documento ufficiale, ma non è ancora legge. Questi sono i punti principali:

  • Data di riferimento 31 dicembre 2026. Quello che compri entro quella data mantiene la regola di oggi. Queste posizioni esistenti restano esenti dopo un anno, anche se le vendi solo nel 2028 o più tardi.
  • Gli acquisti dal 1° gennaio 2027 dovrebbero rientrare nei redditi da capitale (Einkünfte aus Kapitalvermögen) ai sensi del § 20 EStG. I guadagni verrebbero tassati con il 25 % di imposta sostitutiva (Abgeltungsteuer) più il contributo di solidarietà (Soli), in tutto il 26,375 %, per quanto a lungo tu li tenga.
  • In cambio le perdite sulle cripto-attività dovrebbero diventare compensabili con i guadagni su azioni e altri titoli, e la deduzione forfettaria per i risparmiatori (Sparer-Pauschbetrag) di 1.000 € dovrebbe valere anche per i guadagni sulle cripto-attività.
  • Dal 2028 exchange e banche dovrebbero trattenere l’imposta direttamente al momento della vendita.
  • Lo scambio fa perdere la tutela delle posizioni esistenti. Se un coin comprato prima della data di riferimento lo scambi dopo con un’altra criptovaluta, acquisisci una nuova cripto-attività, e questa ricade sotto le nuove regole.
  • Custodia in proprio: se il fornitore non conosce il tuo prezzo di acquisto originario, per esempio perché custodisci da te i Bitcoin e solo più tardi li mandi su un exchange, in linea di principio dovrebbe poter recepire le tue indicazioni. Se non è possibile o le tue indicazioni non vengono riconosciute, si presume in prima battuta che le cripto-attività siano state comprate dopo la data di riferimento. Per la ritenuta si prende allora forfettariamente il 50 per cento del ricavo di vendita. Questo riguarda la ritenuta del fornitore, non per forza la tua imposta definitiva. Senza prove della data e del prezzo di acquisto, però, la tutela delle posizioni esistenti vale poco.

Chi vuole cosa?

  • SPD e Ministero delle Finanze: il 6 luglio 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge del governo sul bilancio federale 2027. Lì è scritta l’intenzione di far rientrare le cripto-attività del patrimonio privato nei redditi da capitale. Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil ha poi presentato la bozza ministeriale.
  • Verdi: la loro proposta di legge (Drucksache 21/5752) voleva cancellare il periodo di detenzione e tassare i guadagni con l’aliquota personale dell’imposta sul reddito. Il Bundestag l’ha respinta l’8 ottobre 2026. Nella relazione della Commissione Finanze (Drucksache 21/6112), però, si legge anche che la SPD vuole abolire il periodo di detenzione e assoggettare i guadagni all’imposta sostitutiva.
  • Linke: in commissione la Linke ha sostenuto la proposta dei Verdi. In più ha presentato una propria mozione: «Regolamentare in modo rigoroso e tassare in modo equo le cripto-attività» (Drucksache 21/5824).
  • CDU/CSU: l’Unione ha respinto la proposta dei Verdi, tra l’altro con l’argomento che le cripto-attività sarebbero tassate diversamente dai metalli preziosi. Nel contratto di coalizione l’abolizione non c’è. Come si porrà l’Unione nel resto dell’iter rispetto alla bozza del ministero è ancora aperto.
  • AfD: anche l’AfD ha votato contro, sostenendo che lo Stato dovrebbe tassare di meno invece di cercare nuove fonti di entrata.
  • FDP: non è più nel Bundestag, ma si batte per mantenere il periodo di detenzione.

Dalla community Bitcoin è partita una petizione al Bundestag per mantenere il periodo di detenzione. Come è andata e cosa si è detto nell’audizione lo trovi nel nostro articolo Periodo di detenzione di Bitcoin: la petizione, l’audizione e cosa puoi fare ora.

Quanto ti costerebbe

Un esempio: 10.000 € di guadagno su Bitcoin che compri dopo il 31 dicembre 2026 e tieni per più di un anno.

  • Diritto attuale: 0 € di imposte.
  • Imposta sostitutiva, come nella bozza: 25 % più Soli, in tutto il 26,375 %, quindi circa 2.640 € se la tua deduzione forfettaria è già esaurita da interessi o dividendi. Se è ancora libera, circa 2.370 €. Con l’imposta ecclesiastica (Kirchensteuer) di più.
  • Aliquota personale, come nella proposta respinta dei Verdi: dal 14 al 45 % a seconda del reddito. Al 42 % sarebbero 4.200 €, e a seconda del reddito si aggiungerebbero Soli e imposta ecclesiastica.

In più ci sarebbe da fare parecchio lavoro: ogni vendita conterebbe ai fini fiscali, a prescindere da quanto a lungo hai tenuto i coin. Con i fornitori tedeschi l’imposta dovrebbe essere trattenuta direttamente dal 2028. Chi custodisce in proprio, compra su exchange esteri o paga in Bitcoin dovrebbe però fare i conti e dichiarare da sé, con il FiFo su tutti i wallet e su tutti gli anni.

Una modifica sarebbe retroattiva?

Una vera retroattività sulle posizioni comprate sotto il diritto vigente sarebbe delicata dal punto di vista costituzionale (tutela dell’affidamento, Art. 20 Abs. 3 GG, la Legge fondamentale tedesca). Per questo la bozza lavora con una data di riferimento: quello che si compra dopo il 31 dicembre 2026 ricade nelle nuove regole, le posizioni più vecchie mantengono la regola dell’anno. Non è garantito, perché Consiglio dei ministri, Bundestag e Bundesrat possono spostare la data. E in pratica la tutela delle posizioni esistenti dipende dal fatto che tu possa dimostrare data e prezzo di acquisto.

Cosa critichiamo di questa bozza

Questa sezione è la nostra opinione, volutamente separata dai fatti riportati sopra.

L’oro resta, Bitcoin deve uscire

Oggi Bitcoin, oro, arte e oggetti da collezionismo hanno lo stesso trattamento fiscale, tutti come «altro bene economico» ai sensi del § 23 EStG. La bozza tocca solo le cripto-attività, l’oro secondo la nostra lettura resta fuori. La motivazione, in sostanza, è che le cripto-attività si sarebbero affermate come forma di investimento. Se questo basti come motivo oggettivo per trattarle in modo diverso, alla fine probabilmente lo diranno i tribunali. Non siamo giuristi e non sosteniamo che la bozza sia incostituzionale. Ma non ci sorprenderebbe se la domanda venisse posta. L’argomento dell’Unione contro la proposta dei Verdi, cioè che le cripto-attività sarebbero tassate diversamente dai metalli preziosi, vale tale e quale per la bozza del ministero.

Nell’audizione della Commissione per le petizioni del 12 ottobre l’ha posta il consulente fiscale Ingo Heuel, che accompagnava la petente: chi vuole infilare le cripto-attività nei redditi da capitale, ha detto, deve spiegare perché non ci infila anche l’oro. «Questa spiegazione, almeno finora, nel disegno di legge non la trovo.» (Le citazioni sono tradotte da noi.) Una motivazione del perché l’oro vada trattato diversamente da Bitcoin, nella seduta non l’abbiamo sentita. Il ministero ha fatto notare che le cripto-attività sono più vicine agli investimenti di capitale. Un rappresentante del ministero ha ammesso che è «effettivamente difficile» togliere il periodo di detenzione solo alle cripto-attività. Come alternativa ha indicato di abolirlo lì per tutti i beni economici, quindi anche per l’oro.

Come mezzo di pagamento, Bitcoin sarebbe finito per i nuovi acquisti

Per il fisco pagare significa vendere. Oggi resta esente se i coin sono stati tenuti per più di un anno. Per gli acquisti dopo la data di riferimento ogni pagamento dovrebbe essere un evento tassabile, per quanto a lungo tu abbia avuto i coin. Chi paga il caffè con sats comprati dopo il 2026 dovrebbe documentare e dichiarare ogni singola operazione. La deduzione forfettaria attutirebbe i piccoli guadagni, ma fare i conti e conservare le prove toccherebbe comunque a te. Per tutto quello che si compra dopo la data di riferimento, in Germania Bitcoin diventerebbe così praticamente inutilizzabile come mezzo di pagamento.

La bozza alleggerisce proprio chi opera a breve termine

Chi oggi compra e vende entro un anno paga sul guadagno la propria aliquota personale, fino al 45 per cento a seconda del reddito. Con la bozza sarebbe il 26,375 per cento. Per tutti quelli con un’aliquota personale sopra il 26,375 per cento, cosa che succede già con redditi medi, operare a breve termine diventerebbe più conveniente di oggi e tenere a lungo più caro. Se sia voluto, nella bozza non c’è scritto. La petente Nicole Nowak ha sollevato proprio questo punto nell’audizione.

La cifra in gioco

Il ministero quantifica da sé, nella bozza, il gettito atteso per Federazione, Länder e comuni insieme:

  • 2027: zero euro
  • 2028: 160 milioni di euro, di cui 75 milioni per la Federazione
  • 2029: 305 milioni di euro
  • 2030: 325 milioni di euro
  • 2031: 350 milioni di euro, di cui 160 milioni per la Federazione

Per fare un confronto, secondo il disegno di bilancio del governo: per il 2027 nel bilancio principale della Federazione sono previste spese per 555,4 miliardi di euro e un indebitamento netto di 118,7 miliardi di euro. Contando anche i crediti dei fondi speciali per infrastrutture e Bundeswehr, la Federazione prevede circa 204 miliardi di euro di nuovo debito per quest’unico anno. Per gli interessi mette in conto 41,9 miliardi di euro nel 2027, e per il 2028 il piano finanziario prevede 55,2 miliardi di euro, circa 151 milioni di euro al giorno.

I 75 milioni di euro che nel 2028 dovrebbero arrivare alla Federazione dalla riforma corrispondono più o meno a mezza giornata di interessi. Quanto costerà il cambiamento a cittadini, fornitori e uffici delle imposte, nella bozza è indicato solo come «segue» e non è quantificato. Entrambi i lati del conto sono valori di pianificazione, e il bilancio federale 2027 dovrebbe essere approvato solo a fine novembre.

La nostra valutazione, anche se è scomoda

Non crediamo che il periodo di detenzione si possa salvare per i nuovi acquisti. La petizione aveva raggiunto il quorum il giorno dopo la pubblicazione, 44.439 persone l’hanno firmata e la Commissione per le petizioni l’ha discussa in seduta pubblica. Finora la linea del ministero non è cambiata. Che il 14 ottobre la bozza non sia arrivata in Consiglio dei ministri non lo leggiamo come un cambio di rotta: la motivazione data è il coordinamento ancora in corso tra i ministeri.

Trattabili sono i dettagli, e su quelli vale la pena discutere: la data di riferimento, l’ampiezza della tutela delle posizioni esistenti e la regola del 50 per cento forfettario quando il prezzo di acquisto non si può ricostruire.

Ma c’è un’altra cosa che ci dà più fastidio. Una bozza che, se mancano le prove per acquisti di dieci anni fa, fa trattenere intanto un’imposta forfettaria spinge le persone fuori dal sistema regolamentato invece che dentro. Alcuni probabilmente lasceranno la Germania, e con loro se ne vanno anche le loro imposte future qui. Altri compreranno in futuro senza verifica dell’identità, e il loro guadagno resta comunque tassabile. Nessuno ci guadagna, e nella stima del gettito della bozza di tutto questo non c’è una parola.

Cosa puoi fare adesso

  1. Documenta tutto con ordine. Data di acquisto, prezzo, exchange o wallet e tutte le vendite. Comunque vada il dibattito, con i nuovi obblighi di comunicazione uno storico completo vale oro. Tool come CoinTracking o Blockpit fanno il calcolo FiFo per te.
  2. Resta informato. La bozza è ancora nel coordinamento tra i ministeri. Aggiorneremo questo articolo appena il Consiglio dei ministri avrà deciso.
  3. Parla con i tuoi deputati, se il periodo di detenzione ti sta a cuore. La petizione è chiusa. Quello che può ancora contare nel resto dell’iter è il contatto diretto con i tuoi deputati al Bundestag. Ne parliamo nel nostro articolo sulla petizione per il periodo di detenzione.
  4. Niente decisioni prese dal panico. Per ora vale ancora il vecchio diritto. Vendere per paura di una legge che ancora non esiste raramente è una buona idea, e sarebbe l’opposto della Low Time Preference.

Cronologia

  • 6 luglio 2026: il Consiglio dei ministri approva il disegno di bilancio federale 2027, con dentro l’intenzione di abolire il periodo di detenzione per le cripto-attività.
  • 4 e 5 agosto 2026: la petizione 201716 viene pubblicata e il giorno dopo raggiunge il quorum di 30.000 firme.
  • 15 settembre 2026: chiusura delle firme con 44.439 sostenitori.
  • 30 settembre 2026: il Ministero delle Finanze manda la bozza alle associazioni.
  • 8 ottobre 2026: il Bundestag respinge la proposta dei Verdi.
  • 12 ottobre 2026: discussione pubblica della petizione nella Commissione per le petizioni.
  • 14 ottobre 2026: l’esame previsto in Consiglio dei ministri non avviene.

Domande frequenti su Bitcoin e tasse in Germania

In Germania i guadagni su Bitcoin sono esenti da imposta?

Sì, se li hai tenuti per più di 12 mesi. I guadagni da vendite fatte dopo la fine del periodo di detenzione sono esenti ai sensi del § 23 EStG, a prescindere dall’importo. Se vendi entro 12 mesi si applica la tua aliquota personale dell’imposta sul reddito, con una soglia di esenzione di 1.000 € all’anno.

Quanto si paga sui guadagni in Bitcoin entro un anno?

La tua aliquota personale dell’imposta sul reddito, dal 14 al 45 per cento a seconda del reddito, più eventualmente Soli e imposta ecclesiastica. Se tutti i guadagni da vendite private dell’anno restano sotto i 1.000 €, sono esenti.

Devo indicare i Bitcoin nella dichiarazione dei redditi se li tengo e basta?

No. Comprare e tenere non è un evento fiscale. Solo una vendita, uno scambio o un pagamento entro l’anno può essere tassabile, e in quel caso va indicato nel quadro per gli altri redditi della dichiarazione tedesca (Anlage SO).

Pagare in Bitcoin è tassabile?

Per il fisco pagare equivale a vendere. Se hai tenuto i coin per più di 12 mesi resta esente, entro l’anno può nascere un guadagno tassabile. Secondo la bozza del ministero, per gli acquisti dopo il 31 dicembre 2026 ogni pagamento sarebbe tassabile, a prescindere dalla durata di detenzione.

Il periodo di detenzione per Bitcoin verrà abolito?

Non ancora. Dal 30 settembre 2026 esiste una bozza ministeriale che vuole abolirlo per gli acquisti dal 2027. L’esame in Consiglio dei ministri del 14 ottobre 2026 non c’è stato. Dopo una decisione del Consiglio dei ministri dovrebbero ancora approvare Bundestag e Bundesrat. Finché una legge non entra in vigore, il periodo di detenzione di un anno resta com’è.

Cosa cambierebbe con la bozza del ministero?

Le cripto-attività comprate dopo il 31 dicembre 2026 rientrerebbero nei redditi da capitale. I guadagni verrebbero tassati al 25 per cento più Soli, in tutto il 26,375 per cento, per quanto a lungo tu le tenga. Le posizioni esistenti mantengono la regola dell’anno. Dal 2028 i fornitori dovrebbero trattenere direttamente l’imposta.

Cosa succede se il mio exchange non conosce il mio prezzo di acquisto?

Secondo la bozza, in linea di principio il fornitore dovrebbe poter recepire le tue indicazioni. Se non è possibile, si presume in prima battuta un acquisto dopo la data di riferimento, e per la ritenuta si prende forfettariamente il 50 per cento del ricavo di vendita. Questo riguarda la ritenuta, non per forza l’imposta definitiva. Se custodisci da te, dovresti poter documentare senza buchi data e prezzo di acquisto.

Perché Bitcoin dovrebbe essere trattato diversamente dall’oro?

Oggi Bitcoin e oro sono entrambi un «altro bene economico» ai sensi del § 23 EStG. La bozza tocca solo le cripto-attività e lo motiva dicendo che si sarebbero affermate come forma di investimento. Se questo basti come motivo oggettivo, è una questione aperta.

Quanto dovrebbe fruttare la riforma allo Stato?

Secondo la bozza, per Federazione, Länder e comuni insieme: zero euro nel 2027, 160 milioni nel 2028 (di cui 75 milioni per la Federazione), 305 milioni nel 2029, 325 milioni nel 2030 e 350 milioni nel 2031. Per confronto, il piano finanziario federale prevede per il 2028 interessi per 55,2 miliardi di euro, circa 151 milioni al giorno.

Il mio exchange comunica i dati all’ufficio delle imposte?

Sì. Dal 1° gennaio 2026 i fornitori di servizi per le cripto-attività registrano le transazioni dei loro clienti in base alla direttiva UE DAC8 e le comunicano alle autorità fiscali, la prima volta entro il 31 luglio 2027 per l’anno 2026. Per questo una buona documentazione tua è più importante che mai.

Per i coin in staking o prestati vale un periodo di detenzione più lungo?

No, restano 12 mesi. I proventi da staking o lending in sé sono «altri redditi» con una soglia di esenzione di 256 € all’anno.

Una nuova imposta su Bitcoin può valere retroattivamente?

La bozza lavora con una data di riferimento invece che con la retroattività: le nuove regole dovrebbero valere per le cripto-attività comprate dopo il 31 dicembre 2026. Non è ancora vincolante, la data può cambiare durante l’iter.

Qual è la differenza tra soglia di esenzione e franchigia?

Con una franchigia (Freibetrag) è tassabile solo la parte sopra il limite. Con la soglia di esenzione (Freigrenze) di 1.000 € per le vendite private, diventa tassabile l’intero guadagno non appena si raggiunge il limite.

In sintesi

Per chi risparmia in Bitcoin sul lungo periodo, la situazione attuale in Germania è tra le migliori al mondo: tieni un anno e vendi senza imposte. Se resterà così si decide prima in Consiglio dei ministri e poi in Bundestag e Bundesrat. Fino ad allora: documenta con ordine, resta informato, non agire nel panico e, se il periodo di detenzione ti sta a cuore, parla con i tuoi deputati finché il dibattito è aperto.

Keep stacking sats, Tobi & Henry

P.S.: Come è andata la petizione per mantenere il periodo di detenzione lo leggi nel nostro articolo Periodo di detenzione di Bitcoin: la petizione, l’audizione e cosa puoi fare ora.

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