In Germania chi tiene Bitcoin per più di un anno oggi li vende senza pagare tasse. Per mantenere questa regola l’iniziativa ProHaltefrist.de ha presentato a maggio 2026 una petizione al Bundestag, e noi l’abbiamo sostenuta. Nel frattempo il Ministero delle Finanze vuole abolire il periodo di detenzione (Haltefrist) per i nuovi acquisti. Qui ti raccontiamo com’è andata la petizione, cosa si è detto nell’audizione al Bundestag, perché alcuni bitcoiner guardano a tutta la faccenda con occhio critico e cosa puoi fare ancora adesso.
Premessa: non siamo consulenti fiscali, e questa non è una consulenza fiscale o legale. Tutto quello che segue riguarda solo il diritto tributario tedesco. Scriviamo da bitcoiner e titolari di un negozio di Amburgo, e la cosa ci tocca direttamente, come probabilmente tocca anche te.
La situazione attuale (20 ottobre 2026)
- Il periodo di detenzione vale ancora. Finché non entra in vigore una nuova legge, in Germania i guadagni su Bitcoin sono esenti da imposta dopo un anno.
- La bozza del Ministero delle Finanze c’è. Vuole abolire il periodo di detenzione per tutto ciò che viene comprato dopo il 31 dicembre 2026.
- Il Consiglio dei ministri non ha ancora deciso. L’esame previsto per il 14 ottobre non c’è stato, secondo il ministero è ancora in corso il coordinamento tra i ministeri. Una nuova data non è nota.
- La petizione è chiusa ed è stata discussa. 44.439 firme, discussione pubblica nella Commissione per le petizioni (Petitionsausschuss) il 12 ottobre. La raccomandazione della Commissione al Bundestag non è ancora arrivata.
Cosa c’è esattamente nella bozza e quanto ti costerebbe l’abbiamo scritto nella nostra guida alle tasse su Bitcoin in Germania 2026. Qui parliamo della petizione.
Cos’è il periodo di detenzione, e perché conta?
Per il fisco tedesco Bitcoin è un «altro bene economico» (anderes Wirtschaftsgut) ai sensi del § 23 EStG, proprio come l’oro, l’arte o gli oggetti da collezionismo. Da qui viene la regola che probabilmente conosci:
- Vendita dopo più di 12 mesi: esente da imposta, qualunque sia il guadagno.
- Vendita entro 12 mesi: il guadagno viene tassato con la tua aliquota personale dell’imposta sul reddito, con una soglia di esenzione (Freigrenze) di 1.000 € all’anno.
Il periodo di detenzione è scritto nella legge, e nel 2023 la Corte federale delle finanze (Bundesfinanzhof) ha confermato che vale anche per Bitcoin. Premia proprio quello di cui scriviamo spesso qui: la Low Time Preference. Chi tiene Bitcoin per anni non fa day trading, risparmia.
Cosa ha in mente la politica
Il 6 luglio 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il progetto di bilancio 2027 e lì ha annunciato di voler abolire il periodo di detenzione per le cripto-attività. Dal 30 settembre c’è la bozza ministeriale (Referentenentwurf) del Ministero delle Finanze. I punti principali:
- Per gli acquisti dal 1° gennaio 2027 i guadagni dovrebbero essere soggetti all’imposta sostitutiva (Abgeltungsteuer), in tutto il 26,375 %, per quanto a lungo tu li tenga.
- Quello che compri entro il 31 dicembre 2026 dovrebbe mantenere l’attuale regola di un anno.
- Se l’exchange non conosce il tuo prezzo di acquisto e non può riprendere i tuoi dati, per la trattenuta d’imposta si dovrebbe considerare in modo forfettario la metà del ricavo di vendita. Per chi custodisce i propri Bitcoin da sé, la prova di data e prezzo di acquisto diventa quindi decisiva.
Una proposta di legge dei Verdi, che voleva tassare i guadagni con l’aliquota personale dell’imposta sul reddito, è stata bocciata dal Bundestag l’8 ottobre. Come si posizionano i singoli partiti lo trovi nella guida fiscale.
Perché il periodo di detenzione dovrebbe restare
La petizione si basa su tre argomenti che sottoscriviamo in pieno:
1. Tutela dell’affidamento e previdenza privata. In Germania tante persone mettono da parte Bitcoin a lungo termine, come previdenza per la vecchiaia o con un piano di accumulo. Hanno preso le loro decisioni sulla base delle regole in vigore. Per le posizioni fino a fine 2026 la bozza prevede una data di riferimento, per i piani di accumulo che continuano dopo questa data invece no. Chi pensa da sé alla propria previdenza alleggerisce lo Stato e non dovrebbe essere penalizzato per questo.
2. La Germania come piazza economica. Altri paesi in Europa scelgono strade diverse. In Svizzera le plusvalenze private su Bitcoin sono esenti dall’imposta sul reddito, però solo nel patrimonio privato, e sul patrimonio detenuto si paga l’imposta cantonale sulla sostanza. Il Portogallo esenta i guadagni dopo 365 giorni di detenzione, la Repubblica Ceca dopo tre anni, fino a 40 milioni di corone all’anno. Tutte e tre le regole hanno delle condizioni. Temiamo che capitali, aziende e persone se ne vadano, se la Germania abolisce la sua regola.
3. Burocrazia. Senza periodo di detenzione ogni vendita conterebbe per il fisco. È vero che dal 2028 i fornitori tedeschi dovrebbero trattenere direttamente l’imposta. Chi custodisce da sé, compra su exchange esteri o paga in Bitcoin dovrebbe però continuare a fare i conti da solo, con il FiFo su più wallet e più anni, e gli uffici delle imposte dovrebbero controllare tutto. Il periodo di detenzione semplifica le cose per entrambe le parti.
La petizione: com’è andata
Dietro ProHaltefrist.de c’è un’alleanza della community Bitcoin tedesca, che secondo i propri dati contava da ultimo quasi 200 sostenitori (a giugno 2026). Ne fanno parte aziende come Relai, Bison, Coinfinity e Coinsnap, tramite cui passano tra l’altro anche i nostri pagamenti in Bitcoin, media come Blocktrainer e nove privati come petenti ufficiali. C’è anche Kevin di Bitfluss, nostro partner per i contenuti e per il business. Molti sostenitori hanno un grande seguito e hanno informato clienti e follower sulla petizione.
- 30 maggio 2026: la petizione viene presentata al Bundestag.
- 4 agosto 2026: il Bundestag la pubblica con il numero 201716, da qui in poi si può firmare.
- 5 agosto 2026: il quorum di 30.000 firme è raggiunto, dopo poco più di un giorno. Il periodo per firmare durava sei settimane.
- 15 settembre 2026: la raccolta firme si chiude con 44.439 sostenitori.
- 12 ottobre 2026: seduta pubblica della Commissione per le petizioni.
- Ancora aperta: la raccomandazione della Commissione al Bundestag.
Con almeno 30.000 firme raccolte entro il termine è prevista una discussione pubblica nella Commissione per le petizioni. Si è tenuta il 12 ottobre.
L’audizione del 12 ottobre
La petente Nicole Nowak ha rappresentato la petizione in commissione, accompagnata da Ingo Heuel, consulente fiscale e avvocato specializzato in diritto tributario. Nowak ha definito un errore l’abolizione prevista: per molte persone Bitcoin non è «uno strumento per giocare d’azzardo o speculare, ma una scelta di risparmio consapevole e a lungo termine». Secondo lei la riforma potrebbe alleggerire proprio gli speculatori a breve termine con redditi alti e pesare ancora di più su chi risparmia a lungo termine.
Heuel ha obiettato al ministero che chi vuole infilare le cripto-attività nei redditi da capitale deve spiegare perché non ci infila anche l’oro: «Questa spiegazione, almeno finora, nel disegno di legge non la trovo.» Il ministero considera le cripto-attività più vicine agli investimenti di capitale e ha rimandato al coordinamento in corso tra i ministeri. Un suo rappresentante ha però ammesso che è «effettivamente difficile» togliere il periodo di detenzione solo alle cripto-attività. Come alternativa ha indicato l’abolizione del periodo di detenzione per tutti gli altri beni, quindi anche per l’oro. (Le citazioni sono tradotte da noi.)
L’intera seduta puoi rivederla in video, la parte sulle cripto-attività va fino al minuto 38.
Cosa succede ora con la petizione
La raccolta firme è chiusa, la petizione 201716 è ora alla Commissione per le petizioni. Il prossimo passo è una raccomandazione della Commissione al Bundestag, e quando arriverà non si sa. Per chi ha firmato:
- Le 44.439 firme sono un numero documentato ufficialmente. Resta, anche se la Commissione se la prende comoda, e chiunque può farvi riferimento nel resto dell’iter.
- I tuoi dati non sono stati mostrati pubblicamente e sono stati trattati solo nell’ambito della procedura di petizione. Al massimo era visibile uno pseudonimo scelto liberamente.
- Dalla firma non si può dedurre se possiedi Bitcoin. Mostra solo che hai sostenuto una petizione.
Gli argomenti dell’iniziativa restano sulla pagina della petizione di ProHaltefrist, anche in inglese e in spagnolo. La pagina però è ferma a prima della scadenza e in parte fa ancora leva sul termine ormai scaduto.
Le critiche dalla scena Bitcoin
Su X e nei forum sulla petizione si è discusso sul serio, e le obiezioni non erano stupide. Ecco le tre più frequenti, con la nostra risposta:
«Con una petizione ti metti a chiedere per favore. Bitcoin non ha bisogno di permessi.»
L’argomento ha un fondo di verità. Bitcoin funziona a prescindere da quello che decide il Bundestag, e nessuno deve chiedere allo Stato il permesso di tenere Bitcoin.
La questione fiscale però riguarda te: la tua vita in Germania, la tua previdenza, i tuoi risparmi. Se tra dieci anni, vendendo i Bitcoin che compri dal 2027, pagherai lo 0 % o il 26,375 % di tasse, sono soldi veri. Per noi una petizione è uno strumento che costa poco e può ottenere qualcosa. Si può essere sovrani e allo stesso tempo difendere i propri interessi nel processo politico.
«È un honeypot? Non mi registro certo con nome e cognome presso lo Stato.»
Questa preoccupazione la prendiamo sul serio, per noi la privacy non è un tema marginale. Per registrarsi sul sito del Bundestag servono nome e indirizzo, così nessuno firma più volte. Questi dati però non vengono pubblicati e sono trattati solo nella procedura di petizione. Una regola fiscale la trovano sensata anche consulenti fiscali, economisti e persone che non hanno mai posseduto un sat.
Se per te è comunque troppo, puoi sostenere la causa in altri modi: parlare con i tuoi deputati al Bundestag, condividere gli argomenti, spiegare a chi ti sta intorno di cosa si tratta. ProHaltefrist offre dei modelli di testo per farlo, e i tuoi deputati li trovi con la ricerca dei deputati del Bundestag.
«Le petizioni non servono a niente. La Commissione può respingere tutto.»
Vero, una petizione non impone niente, e la Commissione può dire di no anche con 100.000 firme. Il suo valore sta altrove: 44.439 firme sono un numero documentato, e sono arrivate proprio mentre la bozza veniva scritta. L’audizione del 12 ottobre ha mostrato a cosa serve: il ministero ha dovuto motivare in pubblico la sua bozza, e la domanda sull’oro adesso è a verbale. La pressione politica raramente ha effetti diretti, ma sposta il confine di ciò che si considera in grado di trovare una maggioranza. E probabilmente qualcuno, grazie alla petizione, ha pensato seriamente a Bitcoin per la prima volta.
Perché la sosteniamo
Facciamo abbigliamento per chi con Bitcoin ragiona sul lungo periodo. La Low Time Preference è l’idea dietro i nostri capi e dietro molti dei nostri articoli. Non possiamo girarci dall’altra parte se proprio questo modo di pensare a lungo termine rischia di essere penalizzato dal fisco. Il periodo di detenzione è forse la regola più favorevole a Bitcoin di tutto il diritto tributario tedesco, perché premia la pazienza invece della speculazione.
Per questo il nostro logo compare tra i sostenitori di ProHaltefrist. Non riceviamo niente in cambio, nessuna sponsorizzazione e nessun posizionamento a pagamento. Come risparmiatori in Bitcoin e imprenditori la cosa ci tocca in prima persona.
Cosa puoi fare adesso
- Parla con i tuoi deputati al Bundestag. È la leva che resta ancora. La bozza è ferma al coordinamento tra i ministeri, poi arrivano Consiglio dei ministri, Bundestag e Bundesrat, e a ogni passaggio sono possibili modifiche. Una lettera cortese e concreta dal tuo collegio elettorale pesa più di qualsiasi tweet. Qui trovi un aiuto per scriverla.
- Documenta i tuoi acquisti. Se la bozza passa così com’è, sarà la prova di data e prezzo di acquisto a decidere se per te vale la tutela dei Bitcoin già posseduti. Soprattutto se custodisci da solo, dovresti poter documentare entrambi senza lacune.
- Fai i conti di quanto c’è in gioco per te. Cosa vale oggi e cosa cambierebbe in concreto lo trovi nella nostra guida fiscale 2026. Aggiorneremo entrambi gli articoli appena il Consiglio dei ministri avrà deciso.
Domande frequenti sul periodo di detenzione e sulla petizione
Il periodo di detenzione per Bitcoin è già stato abolito?
No. C’è una bozza del Ministero delle Finanze che vuole abolirlo per gli acquisti dal 2027. L’esame in Consiglio dei ministri previsto per il 14 ottobre 2026 non c’è stato. Dopo una delibera del Consiglio dei ministri servirebbe ancora l’approvazione di Bundestag e Bundesrat. Fino ad allora in Germania vale il periodo di detenzione di un anno.
Quante tasse pagherei se il periodo di detenzione venisse abolito?
La bozza prevede l’imposta sostitutiva: 25 % più contributo di solidarietà, in tutto il 26,375 %, a prescindere da quanto a lungo tieni i Bitcoin. Su 20.000 € di guadagno sarebbero 5.275 €, senza la deduzione forfettaria per i risparmiatori (Sparer-Pauschbetrag) e senza imposta ecclesiastica. Se la deduzione forfettaria è ancora disponibile, sono circa 5.010 €. Secondo la bozza vale solo per gli acquisti dopo il 31 dicembre 2026.
Una nuova tassa su Bitcoin varrebbe retroattivamente?
La bozza lavora con una data di riferimento e non con la retroattività: le nuove regole dovrebbero valere per le cripto-attività comprate dopo il 31 dicembre 2026. Le posizioni più vecchie mantengono la regola di un anno. Se però il fornitore non riesce a ricostruire il prezzo di acquisto, per la trattenuta d’imposta si presume all’inizio un acquisto dopo la data di riferimento, quindi in pratica la prova spetta a te.
Cosa chiede esattamente la petizione di ProHaltefrist?
Il mantenimento del periodo di detenzione previsto dal § 23 EStG per le vendite private di cripto-attività, e che le cripto-attività continuino a essere considerate «altri beni economici». È stata presentata al Bundestag il 30 maggio 2026.
Si può ancora firmare la petizione?
No. La raccolta firme per la petizione 201716 si è chiusa il 15 settembre 2026 con 44.439 sostenitori. Il 12 ottobre 2026 la Commissione per le petizioni l’ha discussa in seduta pubblica, la sua raccomandazione non è ancora arrivata.
Quando ho firmato, i miei dati sono stati pubblicati?
No. Nome, indirizzo e indirizzo email non sono stati mostrati pubblicamente e sono stati trattati solo dal Bundestag nella procedura di petizione. Al massimo era visibile uno pseudonimo scelto da te.
Dalla firma qualcuno può dedurre che possiedo Bitcoin?
No. La firma mostra solo che sostieni il mantenimento di una regola fiscale, non se hai Bitcoin né quanti.
Poteva firmare anche chi non vive in Germania?
Sì. Il diritto di petizione previsto dall’art. 17 della Legge fondamentale tedesca (Grundgesetz) vale per tutti, anche per cittadini UE, svizzeri, persone residenti all’estero e minorenni.
Cosa succede con 30.000 firme?
Con almeno 30.000 firme raccolte entro il termine è prevista una discussione pubblica nella Commissione per le petizioni. La soglia è stata superata il 5 agosto 2026, la seduta pubblica si è tenuta il 12 ottobre 2026.
Bitcoin21 riceve qualcosa per il sostegno alla petizione?
No. Sosteniamo ProHaltefrist senza compenso e senza contropartite. Come risparmiatori in Bitcoin e imprenditori il periodo di detenzione ci riguarda in prima persona.
In sintesi
Per noi il periodo di detenzione è un pezzo di diritto tributario tedesco che premia chi pensa a lungo termine, ed è proprio questo che rappresenta Bitcoin. Nessuno può promettere che petizione e audizione alla fine cambieranno la legge. Una mail ai tuoi deputati però ti costa solo qualche minuto, e in gioco c’è il 26,375 % di tasse sui guadagni degli acquisti dal 2027.
Keep stacking sats, Tobi & Henry
P.S.: Perché la pazienza è forse la virtù più importante con Bitcoin lo leggi nel nostro articolo Low Time Preference: cosa Bitcoin insegna sulla pazienza.
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