La Proof of Work è ciò che rende sicuro Bitcoin. Per noi però è più di una questione tecnica: è un principio che ritroviamo di continuo, in allenamento, nel lavoro e nei nostri capi. Una volta capito come funziona il mining di Bitcoin, lo stesso schema inizi a vederlo ovunque. Qui ti spieghiamo prima la tecnica e poi perché per noi conta così tanto.
Cos’è la Proof of Work? Spiegata in modo semplice
Per aggiungere un nuovo blocco alla blockchain di Bitcoin, i miner devono risolvere un calcolo che si risolve solo andando per tentativi. Ci vuole tanta potenza di calcolo, e quindi tanta elettricità. Scorciatoie non ce ne sono.
I miner raccolgono le nuove transazioni in un blocco e da questo calcolano, con l’algoritmo SHA-256, un cosiddetto hash. È valido solo un hash che sta sotto un valore obiettivo fissato dalla rete. Per trovarlo, i miner cambiano di continuo un numero nel blocco e rifanno il calcolo, e un singolo dispositivo lo fa centinaia di migliaia di miliardi di volte al secondo. Chi trova per primo un hash valido può aggiungere il blocco e si prende la ricompensa del blocco più le commissioni delle transazioni. Ogni 2.016 blocchi, più o meno ogni due settimane, la rete regola la difficoltà in modo che in media nasca un blocco ogni dieci minuti. Verificare il lavoro, invece, richiede una frazione di secondo. Il trucco sta tutto qui: difficile da produrre, facile da controllare.
Per questo attaccare Bitcoin è così difficile. Chi volesse riscrivere la storia delle transazioni dovrebbe rifare tutto quel lavoro, e per giunta più in fretta di tutti gli altri miner messi insieme. Più potenza di calcolo c’è nella rete, più la cosa diventa cara. Bitcoin va avanti così dal 2009, senza che un’autorità centrale debba proteggerlo.
Lavoro, non possesso
Molte altre reti usano la Proof of Stake. Lì i partecipanti depositano coin come garanzia, e chi ne deposita di più può creare nuovi blocchi più spesso e incassa una ricompensa maggiore.
Va detto però che oggi il mining non è più un hobby per cui basta un portatile. Servono macchine apposite ed elettricità a buon prezzo, quindi anche capitale. Ma nessuno può vietarti di partecipare, e la ricompensa dipende dal lavoro che ci metti adesso, non dai coin che hai già. È uno dei motivi per cui per noi Bitcoin non è crypto.
Nello sport vale lo stesso
In allenamento alla fine conta una sola domanda: hai fatto il lavoro? Se ti alleni con costanza, prima o poi i risultati arrivano, e senza allenamento no. Un trucco che lo sostituisca non l’abbiamo ancora trovato.
Proprio per questo esiste la nostra maglia sportiva Bitcoin con la scritta «Proof of Work». Tessuto tecnico leggero, protezione UV 40+, e a ogni serie ti ricorda cosa conta. La scritta è stampata, così resta piatta sul tessuto e non sfrega quando sudi.
Tenere duro, anche quando i progressi non si vedono
In Bitcoin la rete trova in media un blocco ogni dieci minuti. Un singolo dispositivo che minasse da solo dovrebbe aspettare in media decenni per trovarne uno. Per questo la maggior parte dei miner si unisce in pool e divide la ricompensa in base al lavoro che ognuno ha messo.
Nella vita è simile. Che tu stia costruendo un’azienda, voglia vivere in modo più sano o risparmi in Bitcoin, dall’oggi al domani succede raramente qualcosa. Il lavoro lo fai comunque ogni giorno, spesso senza vedere progressi. Ne parliamo più a fondo nel nostro articolo sulla Low Time Preference.
La nostra piccola Proof of Work
Anche nei nostri capi c’è un lavoro che non si vede subito. Ricamare è più impegnativo che stampare. Per questo ricamiamo ovunque il tessuto lo permetta e stampiamo solo dove la stampa funziona meglio, per esempio sulle maglie tecniche. In più, per T-shirt, hoodie e felpe usiamo tessuti pesanti e una lavorazione curata, così un capo lo porti a lungo e non lo devi sostituire dopo una stagione. Come funziona nel dettaglio lo raccontiamo in Designed in Hamburg.
La maglia sportiva e le nostre maglie da corsa le trovi tra il nostro abbigliamento sportivo Bitcoin.
Domande frequenti sulla Proof of Work
Cos’è la Proof of Work, in parole semplici?
La Proof of Work è un metodo con cui i miner dimostrano, con la loro potenza di calcolo, di aver fatto un lavoro. Solo allora possono aggiungere un nuovo blocco alla blockchain di Bitcoin. Il lavoro è difficile da produrre, ma chiunque può verificarlo con facilità.
Cosa vuol dire Proof of Work in italiano?
Prova di lavoro. Si intende la prova che per un nuovo blocco è stato speso vero lavoro di calcolo, e quindi energia.
Perché Bitcoin ha bisogno della Proof of Work?
Serve a impedire che qualcuno riscriva a piacere la storia delle transazioni. Chi volesse modificare un vecchio blocco dovrebbe rifare il lavoro per quel blocco e per tutti quelli successivi, e più in fretta del resto della rete. Questo rende gli attacchi carissimi.
Quanto ci vuole per trovare un blocco Bitcoin?
In media circa dieci minuti, per tutta la rete. La difficoltà si adegua ogni 2.016 blocchi, così questo ritmo resta più o meno costante.
Qual è la differenza tra Proof of Work e Proof of Stake?
Con la Proof of Work è il lavoro di calcolo speso a decidere chi crea il blocco successivo. Con la Proof of Stake decidono i coin depositati. Bitcoin usa la Proof of Work.
Keep stacking sats, Tobi & Henry














































